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Una settimana a Cipro: 10 esperienze da non perdere

Avevo voglia di Grecia e di Turchia. Sentivo il richiamo delle acque cristalline e delle atmosfere che solo le Cicladi sanno regalare. Ma anche la costa turca, perché no? "Qualcosa di nuovo che conoscendomi, sono certa mi piacerà". Per scendere a compromessi ecco la formula ibrida: CIPRO. Il mix perfetto tra questi miei due desideri. L’Oriente che incontra l’Occidente, terra ancora divisa tra due comunità da una Green line che separa, appunto, la Repubblica di Cipro (in cui vivono gli abitanti di entra greco - cipriota) dalla Repubblica di Cipro del Nord (territorio occupato militarmente dalla Turchia e mai riconosciuto dalla comunità internazionale in cui vivono gli abitanti di etnia turco-cipriota). E poi mare, mare, mare cristallino. Storia e cultura. Ma anche (per chi la ricercasse) sfrenata movida. 


Perché andare a Cipro?

E quanti giorni servono per visitare Cipro?

Quale itinerario studiare per esplorare l’isola?

Ecco il mio assaggio dell’isola di Afrodite (poi scopriremo perché).

Sette giorni intensi tra meritato riposo (poco) e escursioni avventurose (molte). 


CIPRO IN 10 MOSSE


Il 1° motivo per cui vale la pena? SPINGERSI OLTRE LE SPIAGGE, il sole e il mare (perché troppa tintarella stufa e l’autonomia sul lettino per quanto mi riguarda è limitata). A disposizione 7 giorni pieni. Bastano per visitare la terza isola per grandezza del Mediterraneo, dopo Sicilia e Sardegna.


Il 2°: ATTRAVERSARE LA LINEA. Nord e Sud, due viaggi in uno, due comunità diverse, moneta, lingua e religione differente. 


Il 3°: UN PIACERE PER IL PALATO. Chi ama le taverne greche, mi capirà. I meze (alla lettera piccole squisitezze) valgono il viaggio: assaggini in stile tapas, rigorosamente da condividere. Olive, hummus, verdure, souvlaki, se avete intenzione di cenare…non pranzate. Fortemente influenzata dalla Turchia, dalla Grecia e dal Medio Oriente, la cucina cipriota ti farà tornare a casa con qualche kg in più. Poco importa. Ne vale davvero la pena. 


Il 4°: base di partenza, AYA NAPA, detta "The Party town". Avevo bisogno di comodità e ho alloggiato qui su consiglio di svariate guide/agenzie/blog. La premessa è d'obbligo: Aya Napa è una specie di Ibiza rimasta agli anni ’90 dove per me, tutto è troppo. Troppo caos. Troppo trash. Troppe discoteche - e tutte kitch -  Insomma, troppo. Ma anche troppo divertente perché l’impatto con questa cittadina, a metà tra Las Vegas e un Luna Park non passa inosservato. O la ami, o la odi.






Non c’è armonia architettonica, solo resort e hotel in edifici immensi e tutti uguali, dipende dai gusti. Le notti sono popolate per lo più da giovani turisti russi o inglesi. Destinazione giusta per chi ha voglia di far festa. Prima di iniziare l’on the road sull'isola di Cipro, ecco la mini guida su cosa fare ad Aya Napa:


  • La spiaggia più gettonata è Nissi Beach, dedicata perlopiù ai giovani. Una stretta lingua collega la terraferma a un isolotto disabitato, in alta stagione preso d’assalto. Tutto intorno beach bar famosi per gli sfrenati party che, dal tardo pomeriggio fino a notte fonda, intrattengono locali e turisti. Se cerchi relax e tranquillità forse non fa per te, anche se i colori di sabbia e mare sono notevoli! Konnos Beach (in foto) decisamente più consigliata!





  • Ayia Napa Sculpture Park, si raggiunge in taxi ( è appena fuori dal centro, accanto all'Aya Napa Cactus Park) ed è un ottimo diversivo! Un bel parco vista mare, costellato di statue e sculture ispirate alla mitologia greca ma rivisitate in chiave moderna da artisti contemporanei internazionali. L’ingresso è gratuito.






  • Love Bridge, meglio conosciuto come il "Ponte degli innamorati". Una roccia spettacolare che si raggiunge a piedi dal Parco delle Sculture, ma che non è visibile dalla strada. Perchè si chiama così? E' lo sfondo perfetto per le foto di coppia e i selfie da innamorati, una scogliera suggestiva (Cipro è ricca di grotte, "caves" e scogliere). Un bacio, un desiderio espresso e, secondo la leggenda, il Love Bridge proteggerà il vostro amore.


Ma torniamo ai buoni motivi per visitare Cipro.


Il 5°: NICOSIA. Non capita tutti i giorni di entrare in una città divisa in due da una frontiera! Noleggiamo l'auto (occhio, essendo Cipro ex colonia britannica la guida è a destra, c'è da prendere dimestichezza con i sensi di marcia ma non è poi così difficile). In alta stagione trovare un veicolo disponibile è faticoso, meglio prenotare in anticipo.

Come suggerito dall'agenzia di autonoleggio, lasciamo il mezzo alle porte della città (da Aya Napa appena un'ora di viaggio) dove è preferibile attraversare il checkpoint a piedi, onde evitare problemi (l'attraversamento automobilistico si trova fuori dal centro, non è coperto da assicurazione e quindi sconsigliato!)

Si parcheggia sotto le mura veneziane a cifre irrisorie.


Il tour di mezza giornata a Nicosia comincia dalla città vecchia, zona greco cipriota tra caffè, ristorantini e souvenir. Ci dirigiamo verso la Moschera Omeriye: raggiunto il minareto, fu trasformata da chiesa agostiniana in moschea. All'ingresso ci viene fornita con gentilezza dell'acqua, un corano da consultare ed una veste idonea per entrare.





Attraversiamo Chrysalioniotissa, il quartiere ai margini della città vecchia, lasciato per anni in condizioni di abbandono, a ridosso della linea verde che oltrepasseremo più tardi.


Il pranzo è "da Mattheos" accanto alla moscheaa Arablar, posticino frequentato dai locals, con 10 euro si esce sazi. E proseguiamo il giro tra filo spinato, cancellate di metallo, edifici fatiscenti. Per strada incontriamo i caschi blu, l'Onu presidia la zona di confine con Cipro Nord. L'atmosfera è davvero particolare.




Un'isola, due popoli, un tentativo di colpo si stato nel '74: Cipro fu invasa dall'esercito turco, da lì la divisione di Nicosia, sottoposta a monitoraggio vigile delle Nazioni Unite ancora oggi. Dal 2003 i ciprioti possono attraversare la linea verde.

La "buffer zone" dell'Onu, ovvero la zona cuscinetto, è terra di nessuno dove anche le foto sono vietate.


Il checkpoint di Ledra Street è il valico pedonale di frontiera più comodo nel cuore della città vecchia. Dopo aver esibito i documenti, si entra in Cipro Nord, terra occupata dai turchi ma non riconosciuta come turca dalla comunità internazionale.


Ricordati di disattivare il roaming dati, si procede con le mappe online!

Attraversare la green line è un'esperienza straordinaria, un salto indietro di 30 anni, tra bazar, bancarelle di cianfrusaglie e oggetti vecchi. Eccoci arrivati, destinazione Buyuk Han.





Si tratta del caravanserraglio più grande dell'isola, un'opera architettonica di grande valore che risale al 1572. Oggi è la zona più vivace della città vecchia con caffè e botteghe artigiane, dipinti e ceramiche. Ma in epoca ottomana la "han" era usata come locanda per mercanti e viaggiatori.


Il 6° motivo per innamorarsi di Cipro? LA CITTA' FANTASMA DI VAROSHA!


I tornelli aprono un capitolo assurdo della storia di questo Paese: "Varosha ghost town". Ci arrivo da Famagosta, varcando di nuovo un checkpoint a piedi (l'auto si lascia in prossimità del gabbiotto di controllo). Da Cipro Nord prendo un taxi che per 30 euro è a disposizione tutto il giorno! Sono tanti i ciprioti che passano il confine per comprare le sigarette (la vita costa meno) e fare il pieno di benzina. La tappa a Famagosta (in foto) è di appena un'ora.





Attraversare a piedi il varco è ancora una volta molto emozionante. "Attenzione mine". La segnaletica incute un po' di ansia, ma sul taxi mi sento al sicuro. Direzione Varosha, una porzione di Famagosta che non esiste più ma che fino al '74 era località balneare ricca e fiorente. Una sorta di Versilia o Costiera Amalfitana che aveva ospiti illustri tra i suoi villeggianti, come le attrici Elisabeth Taylor e Brigitte Bardot.


Tutto cambia quando di fronte all'invasione turca, gli abitanti di Varosha fuggono lasciando tavole apparecchiate e portandosi via solo gli abiti che avevano indosso. Non sono tornati mai più ed è così che Varosha è diventata una città fantasma. Si accede gratuitamente rispettando gli orari, è un "turismo spettrale" che appassiona i fotografi e gli amanti dell'Urbex. Dietro le barricate si trovano hotel, negozi coperti da anni di polvere e ricordi. Come in ogni cittadina di mare che si rispetti, anche qui, quel che resta dell' agenzia di viaggio, della libreria, della bottega di souvenir e della gelateria. Girando a piedi (o in bici) esclusivamente nelle zone autorizzate, sembra di stare in un videogame. Guai ad oltrepassare le transenne: tra calcinacci, vetri rotti e poster sbiaditi la vegetazione nasconde anche serpenti, a rendere tutto più "dark". Per quanto surreale, ma per chi volesse farsi un bagno, una parte del quartiere visitabile ospita una spiaggia che è ancora frequentabile.



Cipro in 10 mosse? Il 7° motivo per visitarla è SALAMINA

Il complesso di rovine a 9 km a nord di Famagosta, è uno dei principali siti archeologici dell'isola. Finì sotto il dominio degli assiri, poi il controllo dei persiani e infine ebbe un periodo di pace con Alessandro Magno. Dal grande ginnasio alle ville romane, dai pavimenti a mosaico alle basiliche bizantine: benvenuti nel glorioso passato di Salamina, la più famosa delle città stato della cultura ellenica di Cipro.





Costo del biglietto, 3 euro appena. Non c'è traccia di manutenzione, qualcuno si arrampica, tutti toccano. Necessaria acqua, scarpe chiuse e crema solare! La posizione è spettacolare, a due passi dal mare. La superficie mooolto ampia, ci vuole almeno mezza giornata per girarla tutta: 7 km di spianata al sole con temperature davvero hot. Orientarsi non è semplice (la segnaletica è illeggibile, cotta dal sole).

Quello che ho capito è che...secondo la leggenda Salamina fu fondata da Teucro, figlio di Telamone, che non potè far ritorno a casa dalla guerra di Troia poichè non era riuscito a vendicare la morte del fratello Aiace. E ora, si torna verso Aya Napa.

L'8° motivo: GITA DI UNA GIORNATA SUI MONTI TROODOS

Ho prenotato il tour tramite questa App. Escursione promossa a pieni voti! La guida ci viene a prelevare in hotel in jeep. Con noi a bordo altre 4 persone. Il tour leader si chiama George Micheal, e non è uno scherzo: ha moltissimo in comune con il famoso artista. Stessa faccia, stesso nome sulla carta d'identità e stesse origini (anglo-cipriota). In più è simpaticissimo!


Ci guida attraverso la catena montuosa che taglia l’isola in due. I Troodos sono famosi anche per i loro vigneti. Sull’isola, infatti, grazie al terreno fertile e al clima, si producono vini di alta qualità che degusteremo nella tappa in una cantina (la Lambouri Winery) a fine tour. A proposito di vino cipriota, lo sapevi che la Commanderia è la bevanda alcolica più vecchia del mondo? Ed è nata qui! (Clicca per questa e altre 19 curiosità su Cipro).



L'avventura eno gastronomica tocca pittoreschi paesini di montagna, villaggi remoti: 400 km offroad tra cascate (le Mesa Potamos Waterfalls) e vigneti sperduti. Il primo stop è a Lefkada, paese del merletto e dell'argento. Ci fermiamo a bere qualcosa in una taverna che sembra un'oasi nel deserto, una "giungla", immersa nel verde, con tavolini in legno e vista sul ruscello. Visitiamo Platres, "piccola Svizzera cipriota", paese aristocratico tra i monti, località scelta da politici e vips per trascorrere le vacanze al fresco, e proseguiamo per Lofou, il mio preferito. Questo paesino dalle casette in pietra, avvolto nel silenzio, è una vera chicca.





Il 9° motivo per non perdersi Cipro è sicuramente LA SPIAGGIA DI AFRODITE.

Prima di riconsegnare l’auto al noleggio, l'on the road si conclude nel modo più romantico possibile. Con una sosta a Petra Tou Romiou, meglio conosciuta come "la spiaggia della Dea dell'amore”. Secondo la mitologia greca, è proprio in questo tratto di mare che la divinità della bellezza e della prosperità scelse di emergere dalle acque.


Siamo in località Pafos e non serve dire che questo è  uno dei punti più fotografati dell'isola. Il mare è mosso, la folla non c’è. Una spiaggia selvaggia e rocciosa, che secondo il mito, fu la prima casa terrestre di Afrodite. Lungo la statale ci sono diversi punti panoramici dove portarsi fermare per ammirare il paesaggio. Il parcheggio è gratuito e la spiaggia si raggiunge tramite un sottopassaggio pedonale. Davvero suggestiva, anche se l'acqua non è cristallina. Vale sicuramente una visita.





La 10°esperienza da non perdere? Chiudiamo questo viaggio con LA CHIESA RUPESTRE DI AGIOI SARANTA, a Protaras. Siamo nei dintorni di Aya Napa. Non semplicissima da scovare (qui le coordinate), ma è in assoluto il tesoro che non puoi farti mancare! Scavato in una roccia, un posto nascosto, inaspettato. I turisti si dirigono tutti verso la più famosa chiesa del Profitis Elias. Solo chi ha più pazienza e spirito d'avventura potrà godersi questa piccola meraviglia. Il posto ideale per ritagliarsi del tempo, soffermarsi, raccogliere i pensieri e proseguire questo incredibile tour.





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