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Colazione vista trullo


Caffè e biscotti sotto un grande olivo





Venivo da un periodo lavorativo stancante, di quelli che si presentano ciclicamente quando non riesci proprio a staccare la spina: ti senti stressata, oppressa dagli impegni, sembra che la vita ti scivoli via veloce tra le mani e non ce la fai ad afferrarla.


Avevo bisogno di uno stop. Di aria. Di fermarmi, respirare (e respirare possibilmente aria buona). Se poi c’era silenzio e niente wifi, tanto meglio.

I SINTOMI DEL WANDERLUST


I sintomi c’erano già da qualche giorno, i segnali erano chiari, la sirena d’emergenza stava per esplodermi in testa. La diagnosi poi non ha lasciato spazio a dubbi, era il verdetto che mi aspettavo: ASTINENZA DA VIAGGIO. Bisognava partire, quella era la cura. Una partenza lampo, breve ma rigenerante, un posto lontano ma non troppo sarebbe stato il rimedio giusto alla mia insofferenza del momento.

La scusa perfetta per farmi un regalo che premiasse quel periodo fatto di orari confusi e notti insonni. L’occasione giusta per svagare la mente e canalizzare le energie verso quel “passatempo che non passa con il tempo” ovvero organizzare viaggi.

PUGLIA ON THE ROAD


Queste sono state le motivazioni che mi hanno portato ad optare per un tour della Puglia "on the road". Rigorosamente fuori dall’alta stagione: maggio è il periodo ideale per godersi il mare senza soffrire il caldo e senza calca e per spostarsi in macchina evitando lunghe file scomode.


DORMIRE IN UN TRULLO A CISTERNINO


Non era una fuga qualunque. Mi dovevo o no regalare qualcosa di speciale?

Così ho scelto la Valle d’Itria. Avrei coronato uno dei miei sogni di bambina: dormire in un trullo. Un’esperienza che sa di fiaba, di casa delle fate, di bosco incantato.

Su airbnb ho trovato la soluzione su misura per me: L'Alcova nei Trulli, una casa vacanze costituita da due trulli risalenti al 1868, ad appena 3 km dal centro di Cisternino. Un trullo era vuoto, l’altro era mio e mi ha cullata per tutti e 4 i giorni di permanenza.


ARRIVO (SI MA QUANDO?)


Sono arrivata di notte con un volo Ryan che portava 2 ore di ritardo a causa di una dis- avventura che davvero non mi era mai capitata. Una specie di rissa nella fase del decollo tra un passeggero e un membro dell’equipaggio. Oggetto della discussione: il trolley che non doveva essere imbarcato e che invece si trovava in stiva. Siamo rimasti incollati ai nostri sedili per più di un’ora in attesa che la polizia intervenisse a placare gli animi.


Detto ciò… sono riuscita a raggiungere il mio trullo senza altri impedimenti, ma anzi, grazie all’estrema gentilezza e disponibilità di Flavio, gestore dell’Alcova insieme ai suoi genitori, l’arrivo non poteva essere dei più gradevoli.


LA CAMPAGNA PUGLIESE


Siamo in aperta campagna, immersi nella natura pugliese, stradine vuote di giorno e di notte che nemmeno il navigatore sa dove andare. Lontane da rumori. Quello che cercavo, ma mai mi sarei aspettata tanto.


Mai mi sarei aspettata un alloggio bomboniera, una chicca assoluta, un luogo dove mente e cuore trovano immediatamente il loro posto. Un trullo speciale, curato nel dettaglio, dove la tradizione incontra il design, dove comfort e comodità lasciano spazio a quel pizzico di ruralità di cui tanto la mia anima aveva bisogno.


Mai mi sarei aspettata un’accoglienza così calorosa vista l’ora tarda, con tanto di torta appena sfornata, taralli fatti in casa e bottiglia di vino locale.

Ma soprattutto mai mi sarei aspettata che qui avrei consumato una di quelle colazioni da oscar. Senza fronzoli, senza cappuccini cremosi o brioche calde. Senza niente ma con tutto. Perché il contesto era speciale, il giardino immenso e a disposizione esclusiva. Non una parola, non un lamento di sottofondo, non un telefono che squilla, né un messaggio che arriva. Solo il venticello che ti accarezza le guance, il solicino giusto che ti riscalda la schiena, tanto ma tanto verde. Uliveti a perdita d’occhio, in lontananza gli scorci di altri trulli coi tetti a punta piccoli e grigi, e fuori solo il saluto tra contadini e qualche trattore.


UN RISVEGLIO DA MANUALE


Se c’è un risveglio da manuale, eccolo qua. Circondati dalla pietra bianca, in un giardino munito sì di tavolo per pranzare o cenare. Ma io ho preferito scegliermi un albero, e quello è stato il mio compagno di colazioni per la prima e per ogni mattina a venire. Un panchetto in legno dove appoggiare poche cose: yogurt, biscotti, acqua, cereali e succo di frutta. E la base di un tronco tagliato dove sedersi.

Non il massimo della comodità, vero, ma giuro che, seppur semplice e frugale, il pasto della mattina non è mai stato così rigenerante.


Mi prendevo il mio tempo e respiravo quell’aria buona che tanto mi mancava.

Sentivo il ronzio delle api, il profumo dei fiori e lo sguardo fisso su di me di quell’olivo che avevo scelto come compagno di colazioni. Io e lui, e la natura tutt’intorno.

E un’amaca che, un po’ più in là mi ha offerto un posto se possibile ancora più tranquillo dove digerire la colazione, leggere, perdermi nei miei pensieri, dondolare leggera come quando ero bambina osservando il rincorrersi delle nuvole.





Sì, avevo fatto bene a rispolverare quel sogno di quando ero piccina. E sì, mi sentivo davvero la bella addormentata in un bosco incantato, in una casetta come mai ne avrei ritrovate. Una colazione di quelle che ti fanno sentire in pace coi sensi, in armonia col resto del mondo, una sola cosa con la terra, il sole, il cielo, gli alberi, i fiori.

Che fai un respiro grande e lo trattieni più che puoi perché hai paura che tutto quel benessere possa volare via e durare troppo poco.

Una colazione self made e country style che mai dimenticherò.

Quella piccola dose di felicità mattutina che sono grata di essermi regalata.


BUGIARDINO DEL VIAGGIATORE


AVVERTENZE: è importante sapere che...

...la magia di certe esperienze molto dipende dalla stagionalità.

Se hai la possibilità di evitare giugno-luglio-agosto sarai certa di godere appieno di ogni vicolo, strada, piazzetta, ristorante e soprattutto spiaggia senza trovarti a sgomitare con altre centinaia di persone.


ESPERIENZA ADATTA A CHI: ha un disperato bisogno di staccare la spina dal trantran quotidiano. A chi sente la necessità di rigenerarsi, di prendersi una boccata d'ossigeno, ripulire la mente, godere della pace della natura.

NON ADATTA A CHI: non va d'accordo con il silenzio, la campagna e tutto ciò che questa comporta (insetti compresi). A chi preferisce il rumore della città e teme di non saper gestire la noia.


EFFETTI (IN)DESIDERATI: il ricordo del trullo è un po' come la polvere magica di Trilly. Una pozione da conservare gelosamente e somministrare con cura, ove necessario.

Basterà una spolverata a dare un tocco di colore alla giornata più grigie e malinconiche.

INTERAZIONI: con "base di partenza trullo" non mi sono, poi, fatta mancare


- Il cuore antico dei borghi di Cisternino e Locorotondo, i suggestivi dedali di vie tra gerani, logge, scalinate, case bianche e archi


- La pittoresca Ostuni, città bianca per eccellenza, con le sue botteghe artigiane, i negozietti, i ristorantini tipici e il panino col polpo più buono che abbia mai mangiato (paninoteca Sorsi e Morsi)


- Alberobello e la sua inconfondibile distesa di trulli Patrimonio Mondiale dell’Umanità, un paesaggio caratteristico dove spiccano tra tutti i “trulli siamesi”, il Trullo Sovrano e la Casa d’Amore


- Il mare cristallino di Polignano, borgo arroccato sulla costa frastagliata, la statua di Modugno, le piccole boutique perfette per uno shopping glam e la famosissima caletta di Lama Monachile, uno scorcio che non smetteresti mai di fotografare


- Scorpacciata di bombette e taralli random


- L' Abbazia di San Vito, un’ex convento sul mare, tra le cose da vedere assolutamente se ti trovi sulla strada per Polignano. Una vera cartolina!


- Monopoli e le sue 99 contrade cittadine, un centro storico cosparso di balconi fioriti e localini brulicanti di vita. Il bianco e l'azzurro, il fascino intramontabile di Cala Porta Vecchia


- Sano shopping, ma mai casuale. In uno dei negozietti più cool di Monopoli mi sono regalata il mio primo bracciale Kidult. La scritta incisa? "Time to travel and discover the world". Un mantra, un messaggio che porto sempre con me.






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