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Il trenino verde delle alpi: Happy (train)day to me!

Passano gli anni, aumentano le candeline da soffiare sulla torta ma non passa mai la tradizione: festeggiare viaggiando. Essendo nata a gennaio, è sempre difficile scegliere la meta ideale, ma quest'anno ci sono davvero riuscita. Domodossola-Berna, tre giorni sui binari tra neve, laghi e natura. Con una sorpresa di compleanno finale sul Lago di Como. Vieni con me?

L'itinerario tra le Alpi Svizzere inizia dalla famosa "D" di Domodossola. Questa città esiste veramente! Ci arriviamo in auto, c'è un comodo parcheggio a pagamento proprio dietro la stazione. Per le info sui biglietti, consiglio di spulciare bene il sito ufficiale del Trenino. Io ho acquistato un bi-giornaliero in prima classe, ma anche la seconda sarebbe andata benissimo perchè sulle carrozze non c'è calca e le ampie vetrate permettono un'ottima visuale. All'andata, sedersi sul lato sinistro.





Il trenino è bello in tutte le stagioni ma sono stata felice di essermi goduta i paesaggi in pieno inverno. Si percorrono panorami mozzafiato. Non c'è che da fermarsi, esplorare e divertirsi.


Le ferrovie svizzere sono impeccabili e non è una leggenda. Si spacca davvero il secondo. Il trenino verde è servito dalla rete BLS, il capolinea è Berna e per arrivarci si impiegano appena due ore.


Biglietto staccato (ricorda di validarlo online prima di salire a bordo) e via, si parte! Ho a disposizione un weekend, una notte e due giorni quindi seleziono bene le tappe da scegliere...anche se poi c'è sempre spazio per l'improvvisazione.


DOMODOSSOLA- KANDERSTEG


E infatti la prima tappa non era prevista, ma lo spettacolo dal finestrino è incantato e non resisto. Scendo. Siamo a KANDERSTEG, nell’Oberland bernese, quota 1200metri. Il paesaggio è innevato. E' una stazione sciistica perfetta per chi pratica sci di fondo. Ma è bello anche passeggiare tra gli chalet in legno, immergersi nella natura e respirare aria buona. Essendo la prima tappa, lasciamo i trolley negli appositi locker della stazione. Comodi, un tantino cari (5 franchi). Si paga con in contanti, quindi ricordati di cambiare valuta.


Kandersteg mi è rimasta ne cuore! Si gira a piedi, e in pochi minuti offre la possibilità di raggiungere l'impianto di risalita per il lago alpino Oeschinensee.




Ci tratteniamo qui per un'oretta (il trenino ha fermate orarie), riprendiamo i bagagli e ripartiamo per il prossimo stop: Berna.



KANDERSTEG-BERNA


Tiriamo dritto fino al capolinea per trascorrere nella capitale appena un paio d'ore, il pomeriggio. Sulla tratta del trenino l'itinerario è davvero personalizzabile. Potendo salire e scendere senza limiti ad ogni fermata, puoi decidere a quale località dedicare più tempo per una visita. Noi a Berna siamo solo di passaggio. Giusto il tempo di girare il centro storico, patrimonio mondiale dell’UNESCO: 6 chilometri di arcate, una delle passeggiate commerciali coperte più lunghe d’Europa.


La strategia è la stessa: trolley al deposito e un paio di ore di libertà in giro per la città.

La neve rende tutto più magico. La peculiarità di Berna? Corre su due livelli, uno è sotterraneo con dei "bassi" che ospitano locali e negozi.





Escludiamo per motivi di tempo i musei e ci godiamo l'Altstadt, la città vecchia ricca di edifici medievali, dirigendoci verso la Torre dell'Orologio, uno dei simboli più rappresentativi di Berna. Eravamo incuriositi dallo spettacolo che si svolge allo scoccare di ogni ora: le figure meccaniche nel carillon del 1530 prendono vita attirando una numerosa folla di turisti. Posso dire la verità? Niente di spettacolare.



Poco distante ecco la casa di Einstein. Si dice che il celebre scenziato abbia sviluppato qui la sua teoria della relatività. LEinsteinhaus, oggi è un museo dedicato alla vita e alle opere del noto fisico tedesco (chiude alle 17, quindi attenzione all'orologio se volete fermarvi per una visita). Siamo in via Kramgasse al 49, Einstein visse qui con la sua famiglia dal 1903 al 1905.




Sparse per il centro, ci sono le fontane di Berna, altro tratto distintivo della città. Medievali e davvero artistiche, venivano utilizzate per distribuire acqua pubblica tra pozzi, cisterne e canali.


Andando avanti, imboccando Junkergrass, ci troviamo sul ponte di Nydegg. Il Nydeggbrücke collega la parte orientale della città vecchia alla parte nuova. Attraversa il fiume Aare e si trova molto vicino al Bärengraben, il celebre fossato di difesa del XV secolo, dove vivono bellissimi esemplari di orsi, animali simbolo di Berna.

Il fossato oggi è diventato parte del parco degli orsi, Barenpark, area unica nella parte bassa della città aperta gratuitamente ai visitatori.


Nel parco è stato ricreato un piccolo bosco con delle grotte e uno stagno per rendere quanto più vero l'habitat naturale per la famiglia di orsi che ci vive. In inverno ovviamente sono tutti in letargo.




Per merenda cerchiamo disperatamente un posto dove consumare una buona cioccolata calda, ma niente. Abbiamo capito che per quanto sia famosa la cioccolata svizzera, qui le tazze fumanti non sono granchè. Meglio puntare su praline, confetti, stecche e barrette!


Di nuovo sul trenino, si torna indietro, direzione Thun, dove trascorreremo la notte.


BERNA- THUN


Thun è la sorpresa di questo viaggio. Una tappa imperdibile, romantica, quel tocco di magia che ci voleva per festeggiare il compleanno. Infatti è qui che mi sveglierò con un dolce omaggio di auguri dell'hotel.


La scelta dell'hotel Krone a 10 minuti di cammino dalla stazione è azzeccatissima. Un 4 stelle nel cuore della città vecchia, adiacente al fiume Aare, quasi sotto il castello di Thun e circondato dal magnifico Oberland Bernese. La camera è una vera coccola; vetrate affacciate sul fiume e vista spettacolare!




Siamo nel Canton Berna, e questo è un borgo da fiaba! Il castello di Thun è iconico, lo si raggiunge dal centro, dopo tanti scalini e una piacevole passeggiata. Nel biglietto del treno è incluso anche il giro in battello per la navigazione del lago con visita alla vicina Spiez, incastonata tra colli e pendii coltivati a vigneto.





THUN-FRUTIGEN


Purtroppo per l'abbassamento del canale non riusciamo a prendere il battello da Thun e visto il poco tempo a disposizione scegliamo come ultima tappa prima del rientro a Domodossola, di scendere a FRUTIGEN. La tappa da non perdere? Il Blausee che si raggiunge dalla stazione prendendo il bus 251.

L'ingresso al lago è spettacolare. Il colpo d'occhio, incredibile. Non paghiamo l'entrata perchè il lago è in manutenzione e tra idrovore e operai al lavoro, il paesaggio è disturbato. Ma comunque meraviglioso.


Restiamo al lago (anche qui dopo aver depositato i bagagli al locker), circa un'ora. Il tempo che serve per una passeggiata rilassante in natura. In alta stagione il bordo lago ospita hotel con spa, ristorante, area giochi e spazio pic nic. In inverno il lago "riposa" ed è, secondo me, più godibile. Alla fermata del bus ci attende il mezzo che ci riporterà alla stazione di Frutigen per riprendere il treno e terminare questo bel viaggio a Domodossola.








Da venerdì mattina a sabato sera, 4 tappe toccate. Sono soddisfatta! Ma il weekend non finisce qui. L'ultima notte è un fuori programma, la vera "chicca" di questo fine settimana.


Avevo un sogno: DORMIRE IN UNA CASA SULL'ALBERO.


La realtà però supera la fantasia in questo alloggio straordinario con vista sul lago di Como (lato Lecco). Quel che ci vuole per chiudere tre giorni dedicati alla bellezza della natura, tra laghi e monti.




Ecco la casa sull'albero Lake Como nel borgo di Malgrate, una casa in legno e vetro immersa in un parco di alberi secolari.

La Studio Lake Suite View è ideale per ricaricare le batterie e rigenerarsi stando a contatto con la natura.




Con sole 12 camere, la Casa dispone di Honesty Kitchen dove viene servita la colazione, aperta 24 ore su 24 con selezione di vini, birre, bevande, succhi di frutta, snack e caffetteria. La piccola Spa a disposizione degli ospiti è una vera coccola. La base è perfetta per esplorare i dintorni e trascorrere una giornata a Lecco, sulle rive del lago, legata a doppio filo a uno dei capolavori della letteratura italiana: i Promessi Sposi.


Ancora tanti auguri a me! Che la vita sia, ogni giorno, un'occasione per scoprire, esplorare, muoversi e collezionare ricordi. Al prossimo viaggio!



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