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  • #STORIEALCHECKIN

Alla scoperta dell'isola di Minorca in van

Se c’è una cosa che mi contraddistingue viaggiando è l’estrema flessibilità. Non mi faccio problemi a lasciare la valigia e prendere lo zaino. Sapersi adattare alle varie situazioni è una sfida divertente: passo dalla suite del resort cinque stelle alla palafitta in un villaggio sperduto di una qualche tribù del Sud est asiatico (l'ho fatto davvero!), che è un piacere. Mi piace mettermi alla prova. E anche quando il wc non è incluso nei “comfort” non mi spavento, che avventura sia!


E’ questo spirito un po’ wild che mi ha spinta a sperimentare tre giorni in van su un’isola delle Baleari. Avevo già avuto esperienza con il camper, ma ragazzi. Il van è tutta un’altra storia. Lo immaginavo, lo temevo, e così è stato. Se il camper è una vera casa mobile, con il van devi ridurre davvero tutto all’essenziale: poche cose, spazi risicati, il superfluo va lasciato in aeroporto insomma. Accetto la scommessa e prenoto su airbnb un Narovan. Modello? Blue Paradise.





Scelgo di provare questa esperienza a Minorca; isola di piccole dimensioni che, a detta delle recensioni, bene si presta alla van life. Non ci sono restrizioni particolari, si può viaggiare in libertà e sostare anche di notte in posti sicuri senza correre rischi. Come mi confermerà, una volta arrivata, il proprietario del mezzo, “a Minorca non esiste delinquenza, perché se sgarri, la polizia te la fa pagare cara”. E così si marcia a passo d’uomo (i limiti di velocità sono rispettati, guai a superarli) su strade ben tenute, asfaltate, non difficili da percorrere anche se si è per la prima volta alla guida di un furgoncino.

PERCHE' MINORCA IN VAN


Perché Minorca in van? Delle Baleari conosco solo Formentera e la reputo imbattibile. Ma mi piace cambiare. Così compro la Lonely Planet da spulciare ben bene ed aggiungere alla mia collezione, studio e mi convinco. Vale la pena provare!

L'ARRIVO A MAHON


Volo low cost Roma-Mahon. Siamo a metà giugno. Non mi aspetto la calca e invece, una volta messo piede sull’isola mi dovrò ricredere: le spiagge più famose (Cala Mitjiana e Mitjianeta, Cala Macarella e Macarelleta, Cala Turqueta e Cala Galdana) sono bloccate da semaforo rosso già dalle prima ore del mattino (e infra settimana).


All’aeroporto ad attendermi c’è David di Menorca New Rent insieme all’inseparabile amica a quattro zampe Lola, mascotte dell’azienda. Nel tragitto in auto verso il parcheggio dove è posteggiato il van (che non vedo l’ora di conoscere!) mi spiega l’isola nelle sue bellezze, tra consigli, suggerimenti e “tattiche” utili alla buona riuscita di una prima vacanza in van.



LA PRIMA VOLTA IN VAN


Il check in è curioso. Non c’è una camera di hotel da esplorare ma un mezzo degli anni ’90, lungo 6 metri e abbastanza ingombrante da gestire. Niente paura però! David mi tranquillizza, sarà tutto più semplice del previsto. Effettivamente alla "furgoneta" non manca proprio niente: è in perfetto stile hippy, tutta bianca e azzurra, dotata di divano letto (che si rivelerà super comodo!), cassetti per riporre la biancheria, mini fornello portatile per farsi il caffè al mattino (e moka annessa), lavandino, mappa dell’isola in bella vista, tavolini e sedie per campeggiare, ombrellone da mare, spray anti zanzare. Insomma: il proprietario ha pensato proprio a tutto. C’era solo un dubbio che mi attanagliava prima della prenotazione: il bagno? E la doccia?

L’idea era quella di provare un van vero, old style e non uno di quei furgoni camperizzati nuovi di pacca e di design. Eh no, troppo facile!



Quindi il mio Narovan non aveva il wc ma un secchio ad hoc del quale servirsi per le urgenze notturne. Durante il giorno poi, ci sono sempre i bagni pubblici.

La doccia è fattibile, taniche d’acqua posizionate nel bagagliaio e collegate ad un tubo in gomma, la cosiddetta doccia portatile da campeggio. Una rinfrescata open air dopo la spiaggia, ci sta tutta.


David mi fornisce tutte le informazioni utili, una vera e propria “guida” seguita alla lettera con consigli pratici sull’utilizzo del mezzo. Ma soprattutto costruisce un itinerario ad hoc per i miei tre giorni di permanenza sull’isola indicando sulla mappa dove dormire, dove mangiare, dove fare aperitivo, dove fare un bel bagno. Cosa evitare per troppo caos o per strade non praticabili con il van (garantisco che rischiare di restare incastrati in un vicolo stretto non è piacevole, ma è più frequente del previsto se non si fa attenzione alla segnaletica. Fondamentare avere un co-pilota!).







COSA FARE SE IL VAN SI GUASTA


Non me lo sarei mai chiesto, ma ho dovuto farlo. Perché è successo! E con i mezzi datati anche se la manutenzione è buona, accade di frequente. A dieci minuti dalla consegna del furgoncino, si rompe la cassa del cambio e con lei va in frantumi il sogno di una prima romanticissima notte by the sea, cullati dalle onde del mare. Fortuna che David si precipita sul posto con un van sostitutivo. E' proprio una vacanza all'avventura fin dal primo giro di chiave.




COSA VEDERE SULL'ISOLA DI MINORCA IN VAN


Premessa. Non è un viaggio riposante! Ogni giorno una destinazione diversa. Si guida tanto. Ma ci si diverte anche. Se non fosse per l'aria condizionata rotta...


GIORNO 1


Mahon- Es grau

Dal parcheggio per camper di fronte al porto vecchio, si parte: destinazione S'Albufera des Grau. L'idea è fare il giro dell'isola in senso antiorario. Il parco naturale des Grau è riserva della biosfera Unesco. La sua laguna d'acqua dolce è collegata al mare ed il paesaggio fatto di dune sabbiose, scogliere e calette (uniche a non essere affollate in alta stagione ma NON attrezzate).









Dalla Platja d'Es Grau camminata fino a Tamarells - Cala de Sa Torreta

L'area sosta camper all'ingresso del paese è comoda e fornita di wc chimici. Da lì, dopo un bel caffè, una mezz'ora di camminata mi conduce nell'unico tratto del Camì de Cavalls che sono riuscita a fare. Questo sentiero panoramico litoraneo permette di visitare tutta l'isola a piedi o in bici. I tratti sono lunghi e difficili da affrontare sotto al sole, quello che conduce a Tamarells invece è alla portata di tutti! All'interno del parco si può fare birdwatching; scarpe comode e via, andare.


Sosta bagno all'arrivo, un paio d'ore di relax e pranzo in paese da Tamarindos per la prima di una lunga serie di Paella + sangria



Fornells

Villaggio segnato su tutte le guide, allora ci andiamo! Ma confesso: questo borgo marinaro in stile minorchino non mi ha colpita per niente. E' il paese del vento di tramontana e quello per fortuna non manca. Fa caldissimooooo! Giro per le viuzze bianche del centro, visito una delle sue spiagge e riparto per il Faro de Cavalleria.




Cap de Cavalleria (faro)

La posizione è spettacolare, in cima ad un'alta scogliera a 94 metri di altezza svetta sulla punta di un promontorio che si raggiunge facilmente in van: sembra di stare sulla luna, ma anche in Irlanda. Sassi, paesaggio desertico e "cliff" che rimandano, appunto, ai paesaggi irlandesi. In estate al tramonto è tra gli stop più suggestivi da fare. Dopo il momento foto e contemplazione, tappa al cafè prima di entrare in uno dei bunker della Guerra Civile. Sono grotte che nessuno varca. Un segreto? Percorrendo quella vicina al bar, si arriva ad una vera e propria "finestra sul mare" che riserva una piacevole sorpresa.



Ciutadella

Raggiungo Ciutadella per una sera di "movida". Qui, il fulcro della nightlife dell'isola tra mercatini, ristoranti, locali, intrattenimento. Dove parcheggiare il mezzo? In zona Hotel Mar Blava, poco caos e ampi spazi di manovra. Da lì, attraversando un ponte e camminando per un quarto d'ora si arriva in centro storico. Una serata davvero molto carina, dedicata allo shopping dei prodotti tipici (come le Avarcas, scarpe minorchine alle quali non si può certo resistere) e ad una bella passeggiata lungo il porto. Per un soffio ci perdiamo la Fiestas de Sant Joan, il patrono: cavalli, cavalli e ancora cavalli per tutta la città.



Cala Blanca

In dieci minuti siamo a Cala Blanca, località tranquilla tra gli scogli dove parcheggiare la furgoneta e trascorrere la notte. Non siamo soli, ma al risveglio...è una vera boccata d'ossigeno.




GIORNO 2

Cala Blanca - Son Saura

Son Saura- Son Bou

Camping Son Bou

Alaior



Qui inizia il fallimentare giro delle spiagge più popolari del Sud che in estate sono letteralmente off limits (dedicarsi all'esplorazione del Nord è decisamente più conveniente, ci sono meno famiglie, meno folla in generale). Senza perdere troppo tempo viriamo verso Son Saura, spiaggia formata da due grandi arenili e lambita da acque cristalline. Non è attrezzata ed essendo affamati, ripartiamo. Non è una spiaggia imperdibile, quindi avanti, destinazione Son Bou che invece sa conquistarmi con la sua originalità: nonostante sia una meta presa d'assalto dal turismo di massa, la spiaggia più grande dell'isola (2,5 km di sabbia fine) è servita da chioschi e chiringuitos. Alle sue spalle, un'area paludosa, una striscia rosa popolata da anatre e uccelli di vario tipo che curiosi, si avvicinano in cerca di cibo.





Dove dormire? Il campeggio Son Bou si rileva la scelta perfetta. In posizione tranquilla, dotato di tutti i comfort e di un buon ristorante, offre la possibilità di scegliere tra tantissime tipologie di alloggi diversi. Ideale per chi vuol sperimentare il glamping (ci sono le botti, le tende, i classici bungalow e tante altre case particolari). Parcheggiamo il van e trascorriamo la serata nella vicina Alaior che raggiungiamo in taxi. Gelato + mercatino serale e il gioco è fatto.



GIORNO 3

Cala En Porter

Questa zona mi suona come la "Beverly Hills" di Minorca. Ville a picco sul mare, complessi residenziali bianchi, nuovi e raccolti, tutti con vista.

La spiaggia è comoda, in pieno centro e perfetta per un tuffo veloce (acqua cristallina, chioschi e possibilità di fare kayak, sport che spopola sull'isola). In realtà faccio tappa qui soltanto per visitare la Cova d'En Xoi. E ho fatto bene!




Cova d'en Xoi

Inaugurato nel 1964 e diventata una delle principali attrazioni dell'isola, è un locale scavato nella roccia, in posizione panoramica: dall'alto si domina l'orizzonte, la vista è strepitosa e ha molteplici funzioni. La mattina è bar. vero il tramonto musica dal vivo per poi trasformarsi nella discoteca più gettonata di Cala En Porter dove si sono esibiti, negli anni, dj di fama mondiale. Non sono una fanatica del genere, ma una visita questo locale la merita tutta. Arrivo alle 11 del mattino sull'ora dell'apertura e c'è già la fila. Nel costo del biglietto c'è incluso un drink: entro e comincia l'esplorazione. Gli angoli a favore di fotografia sono tantissimi così come la scelta di dove sedersi per la consumazione: nei tavoli all'interno della grotta, sulle terrazze panoramiche, direttamente in dance floor. E' un posto incredibile! Attenzione al saliscendi, scarpe basse e occhio a dove si mettono i piedi. Al termine della visita ci si può fermare nello shop per un souvenir.




Binibequer Vell


Mai visto un posto così. E non lo dico con accezione positiva. Questa piccola "Grecia artificiale" è un borgo di pescatori di recente costruzione, nato principalmente per attirare turisti. Essendo una grandissima tifosa di isole greche, per me è un duro colpo al cuore. Una copia della quale ci si può accontentare giusto il tempo di una sosta veloce. A soli 8 chilometri da Mahon, edificato tra il 1964 e il '68, questo progetto architettonico è bersaglio di molte critiche. Ma è particolare, davvero unico soprattutto per i ripetuti inviti a "restare in silenzio". E' un borgo il cui accesso è vietato dopo le 22 (vengono tirati i cordoni per impedire l'ingresso, proprio come ai concerti!), si può girare tra le stradine e le viuzze bianche fino ad arrivare al porticciolo sul quale affacciarsi prima di ripartire.



Ritorno a Mahon

Piacevole passeggiata al porto vecchio (unico porto naturale al mondo). Tantissime boutique di artigianato locale e ristorantini dove fermarsi (consiglio Wepi... agli amanti della cucina fusion). Dal porto per raggiungere il centro storico c'è un ascensore trasparente: giusto il tempo di contemplare lo skyline che sei catapultata nella città vecchia. A piedi è decisamente più impegnativo salire.


BUGIARDINO DEL VIAGGIATORE


AVVERTENZE: è importante sapere che... tre giorni effettivamente sono pochi per capire a fondo se il van è compatibile con il tuo modo di essere e di viaggiare. E' una scelta più stancante che riposante. C'è un mezzo a cui badare, misure da prendere nelle manovre, strade da NON sbagliare, imprevisti da calcolare (vedi guasto!).


ESPERIENZA ADATTA A CHI: è un'iniezione di fiducia contro il "non ce la farò mai". Mai dire mai. Io sono riuscita a vivere quattro giorni da vera nomade superando ogni limite che mi ero posta. Quando ci prendi la mano, poi, è uno spasso. La vita da van forse non è adatta a me. Ma sono felicissima di averla provata, ne vale la pena. Quindi adatta a chi abbia voglia di viversi il vero viaggio on the road: finestrini aperti, vento nei capelli, piedi scalzi e costume. Stop. Si riduce tutto all'essenziale. Si riordinano le priorità. E si rinuncia al superfluo.


NON ADATTA A CHI: E' abituato al comfort e non sa stare più di un giorno senza una doccia vera e propria (l'arte dell'arrangiarsi è fondamentale, arrivare in campeggio ed usufruire di un wc vero ti sembrerà un lusso).


EFFETTI (IN)DESIDERATI: Scegliere la sera, di buio, dove dormire immaginandosi come potrebbe essere al risveglio causerà una certa dipendenza. Perchè al risveglio la sorpresa è sempre meravigliosa. Ogni giorno una "camera con vista" diversa. Ma sempre sul mare.









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