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Buongiorno dall'Isla di Incahuasi

Mood: congelata ma felice





Eppure l’ho fatto. Davvero. Ho sfidato la sveglia alle 4 di mattina e soprattutto i -18 gradi per una delle esperienze (e delle colazioni) più assurde mai immaginate.

Assurde nel senso belle, è ovvio. Ma fredde, estremamente gelide, ghiacciate, qualcosa che il corpo non sa se ce la fa a resistere ma poi resiste perché la voglia di un tè bollente vista cactus è più forte di tutto il resto.


LA SALINA PIU' GRANDE DEL MONDO


La tappa su questo affioramento collinare popolato di cactus giganti alle prime luci del mattino è stata una delle mete toccate all’interno di un tour di 3 giorni in jeep nel Salar de Uyuni, la più grande salina del mondo che si trova in Bolivia ad un'altitudine di 3656 metri. Siamo nel dipartimento di Potosí e l’Isla Incahuasi si staglia sulla cima dei resti di un antico vulcano.

Un promontorio che oggi ospita qualcosa come 5000 cactus. Tutti molto più alti di te.


Il panorama lì è inverosimile. C’è vita dove non te lo aspetti, c’è vegetazione dove pensi che nulla possa resistere viste le temperature e il deserto salato. Lo scenario è incredibile, sembra di essere atterrati su un altro pianeta, un isolotto in mezzo al niente con una visuale privilegiata dove ammirare a 360° il panorama del Salar.


IL FREDDO IN BOLIVIA


Due di tutto, per me.

Indossavo doppi pantaloni e calzamaglia, doppi calzini, doppi guanti, maglia termica, su pile, su felpa, su giacca a vento, tanto per rendere l’idea. E sciarpa e cappello e cappuccio. Quindi fare colazione in queste condizioni non era la cosa più semplice da immaginare. Ma era prevista da programma, e così è stato.


Prima però te lo devi guadagnare il cibo, no? E allora meglio rimettere in moto la circolazione sanguigna.




Così con una camminata tra il raggelante e l' entusiasmante di una mezz’oretta sono arrivata in cima accettando il rischio di farmi abbracciare da lunghe piante verdi spinose. Nel frattempo si stava facendo giorno, a ritmo super rallentato la notte stava cedendo il passo alla luce.


Da questo mini mondo surreale e silenzioso si domina tutto il Salar, si intravede l’isola gemella, l’Isla del Pescado. Mi scappa qualche selfie-cactus ma la batteria del telefono non regge a certe temperature e si spegne nel momento meno opportuno.


CIELO STELLATO NEL DESERTO DI SALE


A guadagnarsi la scena è il colore del cielo, sono i riflessi e i giochi di luce sulla distesa salata. E’ incredibile il cielo boliviano, è puro e limpido sempre: di giorno ti abbaglia, di notte ti sorprende.


Piccola parentesi. La notte dopo, calata nel mio mood “congelata ma felice” ho di nuovo sfidato le temperature per vedere la via lattea, il cosmo, i pianeti, le costellazioni… non mi intendo di astronomia ma c’era di tutto dentro quel cielo.

Era un minestrone di luci, un contrasto mozzafiato. Chiusa parentesi.



FARE COLAZIONE ALL'ALBA AD INCAHUASI


Ripercorro il sentiero per tornare verso la jeep e raggiungere il gruppo. E' lì che posso dare sfogo alla mia colazionemanìa nonostante le temperature. Dalla jeep escono un tavolo, una tovaglia, e tazze e bicchieri e soprattutto torte. Calde, quello no, impossibile. Ma deliziose, preparate dalla nostra cuoca di spedizione.


E’ stato strano e divertente cercare di afferrare una fetta di torta col doppio strato di guanti e con le mani praticamente fuori uso. Ero imbalsamata ma il mate rimette al mondo. I “locali” lo consumano con la stessa frequenza con la quale noi ci prendiamo la tazzina di caffè. La tipica bevanda di coca che serve, in primis, per sopportare l’altitudine è offerta in tazza bollente (in quel caso era nel termos), un infuso che riscalda e rigenera. Ti ricarica le batterie, ti aiuta a combattere il freddo e se consumato in compagnia della gente del posto permette di socializzare, scambiare sorrisi, stabilire un contatto.


Mi sentivo un puntino nel niente in un bar improvvisato, inesistente, che poi scompare e se ne torna in bauliera. In un guanto stringevo la mia tazza di tè, nell’altra la mia porzione di torta, nel cuore la mia piccola dose di felicità.


Ho guardato la meraviglia che avevo davanti, mi sono data il buongiorno e l'autista della mia jeep ha alzato il volume su Bella di Wolfine y Maluma. Non ho mai amato così tanto il reggaeton e quella personalissima selezione musicale caliente in un'atmosfera da freezer mi ha scaldata per tutto il viaggio di ritorno.


BUGIARDINO DEL VIAGGIATORE


AVVERTENZE: è importante sapere che...

...il viaggio nel Salar è un sogno a occhi aperti ma se non sei preparata può trasformarsi in un incubo. Bassissime temperature anche in estate, zero comfort, lunghe percorrenze. Chiediti se sei disposta ad affrontarlo, e se è sì... goditelo fino all'ultimo granello di sale. E' un'iniezione di adrenalina!

ESPERIENZA ADATTA A CHI: non si è mai misurato con gli spazi sconfinati, è l'occasione perfetta! Sei un chicco tra i chicchi di sale, lasciarsi inglobare dallo spettacolo della natura, dai geyser, dalle lagune colorate sarà esaltante.

Se ami l'avventura almeno un po' (i viaggi in 4x4 sono una figata) e non ti spaventa l'idea di forare (succede 9 volte su 10 ma gli autisti sono meccanici tuttofare) allora BUTTATI. Non ti ringrazierai mai abbastanza.


NON ADATTA A CHI: sa già che soffrirà la mancanza di quel tepore che solo un letto caldo in una camera calda sa dare. A chi non osa mettersi alla prova o in discussione. Sconsigliato a chi si pone limiti che puntualmente non intende superare. Gli spazi sono aperti, è indispensabile saper guardare oltre l'ostacolo. EFFETTI (IN)DESIDERATI: attenzione, questa esperienza contiene epinefrina allo stato puro, un ormone in grado di suscitare emozioni uniche. Una scarica che arriva forte, ti investe e ti intossica.


INTERAZIONI: L'Isla di Incahuasi è solo una delle tappe toccate dal tour nel Salar. Ogni sosta ti lascerà senza fiato. Sali in jeep e goditi l'avventura. E già che sei in Bolivia non ti perdere la capitale. La Paz è una delle città più sorprendenti che abbia mai visitato.



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