• #STORIEALCHECKIN

Il disordine di Fès

Ovvero sentirsi a posto dove tutto è fuori posto



Non entro nel merito di cosa vedere e cosa fare perché probabilmente ti rovinerei la sorpresa. Ma considero Fès una di quelle esperienze da provare almeno una volta nella vita.


Non era nella mia bucket list, eppure è vero che le cose inaspettate spesso si rivelano le più sorprendenti. Fès, per me, è stata una di queste ed è riuscita in appena tre giorni a farsi amare così tanto da guadagnarsi il posto di chicca assoluta tra le chicche del mio cuore.



Non c’è un motivo particolare, è l’insieme che ti rapisce. Non un colore ma l’arcobaleno intero. Non un profumo ma il mix di tutti gli odori che ti restano addosso (nel bene o nel male) finchè non te ne torni a casa. IL CAOS FUORI E DENTRO

Sarà che cerco l’ordine negli altri quando sono una disordinata cronica. Sarà che preparo itinerari e "to do list" organizzate a livelli maniacali ma poi mi perdo, e dimentico. Alla fine sono sbadata e forse questo è il motivo per il quale ho avuto così tanto feeling con questa città caotica, spiazzante, labirintica. Non ci sono punti di riferimento e almeno per una volta nella vita puoi gioire di non avere percorsi tracciati da seguire. Ho perso la bussola e meno male che l’ho persa! Fiera di essere una scombussolata, di sentirmi fuori rotta, non avere uno schema quando nella vita cadiamo troppo spesso vittime degli schemi. LA MACCHINA DEL TEMPO Varchi la porta Bab Boujloud ed entri in un’altra epoca. E’ una macchina del tempo quella porta. Un passo e vieni travolta dalla Medina e dai suoi 1200 anni di storia. Ti senti frastornata e se quella sensazione di smarrimento ti piace, allora hai trovato il tuo posto nel mondo.

Gli scorci ti fanno perdere la testa quando in testa regnano il disordine, la confusione. C’è sporco in giro, strade maleodoranti a destra e vicoli ciechi a sinistra. In mezzo, largo agli asini che trasportano merci: o passi tu o passa l’asino, c’è da farsene una ragione e agire di conseguenza. E imparare a farsi spazio, con estremo rispetto, nei suq presi d’assalto più dai marocchini che dai turisti. COSE DA FARE A FES Perdere tempo. Ai banchi degli artigiani locali (il paradiso dello shopping, dell'artigianato vero, sudato, sgargiante). Tappeti, lampade, ceramiche, olio di argan.

In sottofondo il rumore dei telai, i richiami dei venditori, le voci che si sovrappongono tra loro. Da fuori non te ne accorgi ma se varchi la soglia delle botteghe la prospettiva cambia. Non è più il pezzo esposto che cattura la tua attenzione: si spalanca la porta su un altro mondo, fatto di lavorazioni certosine e decoratori con pazienza infinita, e se ti piace un tappeto te ne tirano giù altri 100. Sorridi e sii gentile sempre, ringrazia e rifiuta se l'offerta non ti interessa. Altrimenti si apre il gioco delle trattative, e allora auguri!

REGOLA N.1: ATTIVA TUTTI E 5 I SENSI Regola n.1, attiva tutti i sensi, drizza le antenne e scopri la città senza sapere dove vuoi arrivare. Labirinti, vicoli ciechi, strade strette che sembrano tutte identiche. Non sperare di seguire un itinerario logico e razionale. Scordati le mappe, l’unico strumento indispensabile è l’istinto, unito a due occhi ben aperti per catturare sfumature e scorci, narici pronte a captare quell’inconfondibile groviglio di odori, profumi, concerie e spezie, che non capisci se siano invitanti o no ma ti ci abitui presto.


E gambe in spalla, quelle d’obbligo: per macinare chilometri che ti sembra di girare come una trottola su te stessa rimbalzando tra arrotini, macellai, calzolai, fruttivendoli e orologiai. E' facile imbattersi in “faux guides”, finte guide che si offriranno di portarti fuori da quel pasticcio per dirottarti all’interno del proprio bazar.


Tornando ai 5 sensi, la bocca ti servirà, banalmente, per mangiare. Tanto e bene, fidati! Il tatto per lo shopping, e toccare e comprare, e accarezzare oggetti. L’udito perché ti capiterà di sentire all'unisono musica, preghiere, e grida di ambulanti.

Prontezza, non è un senso ma serve: per scansare gli asini…

#VALEILVIAGGIO La cucina è una dei motivi per cui vale la pena il viaggio, insieme agli innumerevoli tè alla menta che consumerai. Sorseggiarli a tutte le ore in posticini giusti (devi essere brava a scovarli, tipo sui tetti della città o nei giardini arabi inglobati dalla medina).

Un consiglio? The Ruined Garden, Medina. Uccellini che cinguettano, tanto verde e il rumore dell'acqua che sgorga dalla fontana. Rilassante.

Soggiorna in piccoli riad a conduzione familiare. Per la colazione ci sarà un po' da aspettare perchè il pane tipico ci tengono a fartelo gustare fumante, appena sfornato e sono le donne di casa ad occuparsi di tutto. Porta pazienza, sarai ripagata da un pasto coi fiocchi. E a tavola potrai conversare, conoscere un po' di più la famiglia. COSA FARE LA SERA NELLA MEDINA DI FES La sera? Goditi tutto quello che hai in camera perchè non avrai molto altro da fare.

No disco in medina, capito? La città si sveglia al canto del Muezzin e ti svegli inevitabilmente anche tu. A quel punto hai due opzioni, in entrambe cadi in piedi: colazione in famiglia, come già detto, o fuori. La seconda opzione è un’ottima scusa per ricominciare col piede giusto la passeggiata a caccia di qualcosa che sostituisca con molta dignità cornetto e cappuccino.

FATTI UNA PROMESSA O almeno, è quella che ho fatto a me. Tornare con almeno due valigie vuote da destinare agli acquisti. Non cianfrusaglie o inutilità. Roba bella, per arredare casa e portare un po' di Marocco indietro con te (la prima volta non sarai pronta ma ti resterà la voglia, garantito!). FUSORARIO 1 ora, si può fare! No jet lag che ti scuote ancora di più di quanto poi farà Fès stessa. PROVERBIO MAROCCHINO “Le tempeste dell’anima sono peggiori delle tempeste di sabbia” .

Fanne tesoro. Ma vai comunque nel deserto, se hai tempo. Il cielo stellatissimissimo è un altro dei motivi per cui il viaggio vale la pena. LOST AND FOUND Prendo: gli occhi berberi. Di uomini, donne, anziani, bambini. Un tratto di inconfondibile bellezza. E la contrapposizione, le due facce della stessa medaglia, le due anime di Fès, l'antica e la moderna (nella città nuova). Lascio: la troppa quiete serale. Come dire, a letto presto ok, ma un drinkino... E poi era marzo e faceva freddo e io soffro il freddo. BUGIARDINO DEL VIAGGIATORE

AVVERTENZE: è importante sapere che...

... per rifiutare con gentilezza gli inviti dei commercianti più insistenti c'è una parolina magica da pronunciare. Alhamdulillah. Meglio se accompagnata da un sorriso.

VIAGGIO ADATTO A CHI: ha uno spiccato senso dell’adattamento ma non dell’orientamento (quello, se non si è capito, può restare a casa). A chi ha un’anima vagabonda ma non sa di averla. E' il posto perfetto per risvegliarla. E a chi vuol prendersi per qualche giorno il lusso di non seguire il percorso ma anzi "smarrire la via". Tanto poi a destinazione in qualche modo ci arrivi.


NON ADATTO A CHI: va nel panico se perde il controllo, pecca di pregiudizio, non è predisposto all'integrazione e all'ascolto dell'altro. EFFETTI IN(DESIDERATI): ma come si chiamano gli abitanti di Fès? Ti prenderà una voglia irrefrenabile di googlare, lo so. "Fesserie" a parte, il Mal d’Africa è il vero guaio. Può cominciare a manifestarsi anche da qui.


INTERAZIONI: abbinare Fès, se si ha tempo, alla visita di Meknès e dei resti della città romana di Volubilis.

Next Stop in Marocco: in lista Tangeri e Chefchaouen


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